Vai al contenuto

04 Funzionalità

Baseline energetica

Senza una linea di riferimento, «quest’anno abbiamo consumato meno» non è un risultato: è una frase che dipende da quanto hai prodotto e da che inverno è stato.

Consumo atteso Normalizzazione Prima e dopo Confronto fra siti

Valori illustrativi.

Come funziona

Un riferimento, scritto una volta

Il consumo assoluto di un mese non dice quasi nulla. Un reparto che consuma il dieci per cento in meno può aver lavorato il venti per cento in meno, e in quel caso è peggiorato.

Si sceglie che cosa spiega il consumo

Quasi mai è il tempo. Sono i pezzi prodotti, le ore di marcia, i gradi giorno, i metri cubi trattati. Le variabili esplicative si dichiarano insieme alla formula, e sono la parte da discutere con chi l’impianto lo conosce.

Si fissa un periodo di riferimento

Abbastanza lungo da contenere la stagionalità e abbastanza recente da somigliare a oggi. Da lì esce la relazione fra consumo e variabili, non un numero singolo.

Il confronto è sempre normalizzato

Il consumo reale si confronta con quello atteso a parità di condizioni. La differenza è l’unica quantità che abbia senso attribuire a una scelta, a un guasto o a un intervento.

La baseline si rivede quando l’impianto cambia

Una linea nuova o un cambio di prodotto spostano il riferimento. La revisione è esplicita e datata: sapere quando il metro è cambiato è parte del metro.

Cosa ne esce

Cosa ne esce

Una baseline non produce un grafico in più: produce la sola domanda che conta, cioè se è andata meglio o peggio di come sarebbe andata comunque.

Si rivede quando l’impianto cambia

Dove si usa

In ogni settore, senza eccezioni

Cambia il protocollo, non il modo di lavorare. È la ragione per cui lo stesso strato di misura sta sotto impianti che non hanno niente in comune.

Rispetto a cosa
stai misurando?

Una call tecnica di 30 minuti per capire quali variabili spiegano davvero i tuoi consumi. Senza impegno.